01/11/22

Il giardino ritrovato

 


       Uno dei tanti modi pratici per farsi un’idea di che cosa fossero Napoli e il Regno delle Due Sicilie prima della colonizzazione del 1860, è passeggiare nel Giardino Storico di Santa Maria della Fede, incastonato nel denso quartiere San Lorenzo e recentemente riaperto al pubblico dopo un lavoro di recupero.

Tomba di Oscar Meuricoffre.
  Contiguo alla chiesa di Santa Maria della Fede e con al centro l'obelisco dedicato a Francis John Bateman-Dashwood, all’origine costituiva il cimitero per i protestanti, realizzato nel 1826 e divenuto soprattutto riferimento per la comunità britannica presente in città. Proprio grazie ai pochi monumenti funerari superstiti (le tombe sono state trasferite già a fine Ottocento nel nuovo Cimitero Britannico di Napoli) si apre una piccola finestra sul vivace ambiente economico e culturale napoletano.


Tomba della
famiglia Freitag.
Tomba di
Mary Beauclerk.
  Ad esempio il sarcofago del banchiere svizzero Oscar Meuricoffre (opera di Francesco Jerace) o i monumenti funebri dei conterranei imprenditori Vonwiller (ugualmente di Jerace) e Freitag. La comunità .svizzera era una delle più consistenti del Regno e i suoi componenti vi giungevano e facevano grandi affari e contribuivano allo sviluppo del Paese. Ma la città eccelleva anche per la cultura. Qui trovarono sepoltura, tra gli altri, il pittore olandese Antonie Sminck van Pitlo fondatore della “Scuola di Posillipo”, la scienziata scozzese Mary Somerville, grande matematica e astronoma il cui monumento funerario fu realizzato sempre da Jerace, la scrittrice inglese Elizabeth Craven.

Tomba di
Mary Somerville.
Tomba di
David Vonwiller.
    La Craven viveva nell’omonima villa a Posillipo. Quando il figlio, Keppel Richard Craven morì, essa pervenne alle sorelle Adelaide e Clotilde Capece Minutolo, quali figlie della legataria Marchesa della Sonora, premorta al Craven. Esse poi la vendettero per sostenere le spese della chiesa di Maria Assunta in Bellavista, poco discosta, che avevano fatto edificare anche grazie alla generosa donazione di Re Francesco II di Borbone: un terreno in zona e una somma di denaro. Si tratta verosimilmente dell’ultima chiesa delle Due Sicilie indipendenti, la cui prima pietra fu posta il 22 giugno 1860. La nuora di Richard Keppel Craven, moglie di Augustus Craven, Pauline Marie de La Ferronnays, scrisse la biografia di Adelaide Capece Minutolo.

    Con la colonizzazione fu distrutto il tessuto economico, iniziò l’emigrazione, l’Italia fece di tutto per cancellare la centralità culturale di Napoli e abbandonarne i monumenti. Anche in questo giardino i marmi superstiti attendono il restauro.
   Napoli e tutto l'ex Regno delle Due Sicilie, ricche di storia, cultura e spiritualità, devono crescere nell'autostima e nella capacità di resistere alla colonizzazione territoriale e mentale operanti da troppo tempo: così il giardino ritrovato saremo noi.

La tomba di E. Craven, K. R. Craven e altri
come si presentava prima della traslazione. 
    



Per la posa della prima pietra della chiesa si veda: Diario di Clotilde Capece Minutolo, Biblioteca del Conservatorio di San Pietro a Majella, ms. SC 5.1.7-8, vol. II, p. 43.

L'immagine della tomba dei Craven è tratta da: The Beautiful Lady Craven. The Original Memoirs of Elizabeth Baroness Craven (...), John Lane the Bodley Head, London 1913, f.t. dopo p. cxxxvi.

2 commenti:

  1. CHE COSE INTERESSANTI. LA PROSSIMA VOLTA CHE VENGO A NAPOLI VORREI VISITARE QUESTO GIARDINO DI CUI IGNORAVO L'ESISTENZA. gRAZIE aNTONIO

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